FINESTRINI



Dai finestrini dell’auto di Marco Montanari, detto Sfrevol.

Day by day è una vita che osserva e che si osserva; day by day è uno sguardo che segnala una vita e la indica; giorno dopo giorno, il tempo passa e trascorso muore, ma nella consapevolezza che è stato fermato, in parte, fissato nei pixel e, oggi, vive sul blog. E così, giorno dopo giorno, nascono le idee, che sono immagini, che si fissano e si ripetono, a volte in modo ossessivo; immagini degli amici, immagini di persone, immagini di Sé tra di loro, di Sé da solo, e delle cose, gli oggetti, e del cibo, e del paesaggio, si, un paesaggio costruito dalla contemporaneità sociale e un paesaggio perlopiù vegetale: uno sguardo rivolto al monte, alle pianure, alle piantagioni, alle piante, agli alberi, alle diversità offerte dal verde; uno sguardo che cerca bellezza, quella che è nelle cose e quella che la fotografia definisce attraverso la sua tecnica, la sua forma.

Quelle del blog di Marco Montanari sono immagini singole, ma legate tra loro da una qualche relazione, che le tiene in ordine e in un disordine relativo, ma significativo, e che ci vengono offerte quotidianamente. Certo, la quantità di quelle immagini ha un peso determinante, che produce il vero e proprio valore aggiunto nella fotografia di questi tempi; oggetti, tanti, che invadono piano piano la nostra percezione e che diventano insufficienti tanto da indurci a cercarne continuamente degli altri, giorno dopo giorno, day by day, appunto. L’impulso quotidiano si perpetua nella ricerca continua di altre immagini, di altre visioni, fino a quando, però, ci si accorge, che alcune possono avere anche una vita propria; possono essere viste in autonomia.

A lui – Marco Montanari, per gli amici Sfrevol – è accaduto, con delle fotografie scattate dall’auto. Da sempre, egli ricerca una nettezza nei toni e nei colori, una pulizia formale che crea bellezza nel paesaggio e, non so se per caso o per scelta, scattando dall’auto, con il finestrino semiaperto e con l’uso del flash, viene a scoprire un’immagine nuova e la insegue, fino a decidere di esporla in una mostra. Sette esemplari di questa tipologia di immagini diventano fotografie stampate in un grande formato: “i finestrini”, sono fotografie che escono dal flusso del blog e si confrontano con l’idea di uno sguardo nuovo, che possa coglierle e scoprirle nella loro nuova forma di fisicità.

Queste fotografie di paesaggio, mediate dai finestrini dell’auto, sembra vogliano dirci – come se non fosse ancora chiaro – che la fotografia non registra la realtà, la costruisce. Quel paesaggio è una visione del fotografo, una sua costruzione. Un’estraniante e magica dimensione, che appartiene più al mondo del disegno, che a quello della fotografia o del mondo reale. Una dimensione reale-fantastica che è quella della Cultura bambina, dove realtà e fantasia possono ancora coesistere indistinte prima di prendere strade diverse, nell’età adulta.

Immagini fotografiche che evocano l’illustrazione, che tornano alla pittura, per il tratto forte e per la perdita della prospettiva classica, così che il primo ed il secondo piano vengono a ritrovarsi uniti insieme e nel prenderne visione ci può capitare anche di perdere l’orientamento, come accade di notte nel sonno o quando stiamo con gli occhi chiusi e ritroviamo il sogno.

San Marino, 8 Settembre 2013

Marco Vincenzi